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Charango
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Il mwbgcharango è uno mwbwstrumento musicale mwcaandino a mwcqcorde, probabilmente discendente dalla mwcgmwcwvihuela de mano introdotta dagli mwdaspagnoli nelle zone della mwdqcolonia.
La sua origine è da rintracciare nei tentativi di imitazione che le popolazioni native facevano degli strumenti a pizzico degli spagnoli. Fra i vari materiali utilizzati per la costruzione della cassa armonica potevano essere impiegati anche elementi animali. Il più famoso, usato ancora oggi in alcuni casi, è la corazza del mwdwmweaquirquincho, ma viene usato anche il mweqmwegtatu o il petto osseo del mwewcondor. In alcuni casi è stato osservato l'uso di gusci di grandi gasteropodi. Le ricerche circa la sua origine sono rese difficili dalla diffusione eterogenea che questo strumento ha conosciuto sull'altopiano andino. Sembra abbia avuto origine a mwfaPotosí, in mwfqBolivia, mwfgVilla Imperial all'epoca ricchissima, dove fiorì ogni genere di mwfwarte a seguito del ritrovamento di mwgaminiere d'mwgqargento. Può essere definito quale strumento musicale frutto del mwggmestizaje, cioè dell'unione tra la cultura europea e quella degli mwgwindios.
Il suo bacino di utilizzazione è esteso ai paesi mwhqandini del mwhgSudamerica (mwhwBolivia, mwiaPerù, mwiqCile, mwigEcuador e mwiwArgentina). Osservando le numerose varianti esistenti dello strumento ci si rende conto come la sua diffusione nell'arco andino sia capillare ma soggetta a variazioni notevolicite-ref-1[1]. La più evidente è quella che intercorre fra charango boliviano e charango peruviano: il primo è ricavato da un unico legno, in cui il liutaio lavora per escavazione. Il secondo è costruito per laminatura a fasce, esattamente come per la chitarra classica.
La forma dello strumento è quella di una piccola mwlgchitarra, a tastiera non libera e con cinque corde doppie da suonarsi a pizzico (tecnica mwlwpunteada) o eseguendo ritmiche con accordi (tecnica mwmarasgueada); la cassa armonica, originariamente costituita dalla citata corazza, è ora realizzata prevalentemente in mwmqlegno, essendo l'armadillo tutelato perché in pericolo di mwmgestinzione. Originariamente le mwmwcorde erano di budello, sostituito ora dal mwnanylon che offre maggiori garanzie di precisione nel calibro; nelle aree rurali, in particolare boliviane, è frequente l'utilizzo di charangos che montano corde mwnqmetalliche che conferiscono allo strumento una sonorità molto caratteristica. A seconda dell'area, questi strumenti prendono nomi diversi: mwngch'aqwaku, chillador, walaycho, guitarrilla, mwnwmediana, ecc.
Le accordature per il charango, chiamate mwoqtemple, esistono in centinaia di varianti, spesso legate a contesti comunitari e identitari specifici. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di accordature rientranti. Ciò significa che le corde non sono ordinate per nota dalla più grave alla più acuta. Nell'accordatura standard, chiamato mwogtemple natural, la corda centrale è ottavata. Sono questi accorgimenti che conferiscono allo strumento un suono particolarmente cristallino e ricco e ne aumentano la sonorità.
Contents
• Note
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Note
cite-note-11. ↑ mwqqAchille Zoni, mwqgmwqwIl charango moderno fra Bolivia e Perù, su mwraCharango.it, 17 settembre 2018. mwrqURL consultato il 5 febbraio 2020 mwrg(archiviato dall'mwrwurl originale il 5 febbraio 2020).
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